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Azienda Grillo. Una vita nel latte

02/10/2019

Grillo : L'ultimno lattaio di Rieti.
Una vita nel latte.

Nella quiete di Valle Oracola, incontriamo Lorenzo Grillo, l'ultimo superstite dei lattai di Rieti.

Orgoglioso di aver fatto il lattaio, un antico mestiere che è stato molto importante, Lorenzo seduto davanti alla stalla, inizia a raccontare la sua vita di allevatore tra cianfrusaglie che racchiudono oltre un secolo di storia reatina, tra cui vecchi recipienti di alluminio, un tempo appesi ad una “leggendaria” bicicletta.

Proprio con una bicicletta, che portava agganciati sapientemente ai lati e sulla canna dei grossi tini di alluminio contenenti il latte da distribuire, suo nonno, poi suo zio ed infine lui stesso andavano per le vie della città a portare il latte di casa in casa.

Le famiglie lasciavano fuori dalla porta i recipienti di diversa capienza e mensilmente o settimanalmente pagavano il lattaio. “ Si versava lentamente, bianco, cremoso dal profumo intenso e naturale” - descrive nostalgicamente Lorenzo.

Non era scontato in quegli anni avere il latte appena munto a disposizione per la prima colazione.

Fino agli anni '50 - '60 non esisteva la vendita del latte nelle latterie, nei negozi alimentari o nei supermercati, quindi il ruolo del lattaio era fondamentale e le famiglie lo attendevano quotidianamente nutrendo un forte rispetto. Al lattaio era riconosciuta una notevole dignità.

Lorenzo ci racconta che già a 15 anni a bordo della sua attrezzata bicicletta, nella quiete delle prime ore del mattino girava in diversi quartieri della città; dal centro storico alle zone limitrofe come piazza Tevere, Villa reatina. Il latte venivano portato a tutti, dai nobili ai cittadini comuni.

Quando non era sufficiente, l'azienda Grillo comprava il latte dalla vaccheria del Principe Potenziani.

Ripercorrendo la storia del latte, inevitabilmente si attraversa anche la storia di Rieti.

Durante la guerra proprio il nonno di Lorenzo, portava il latte, alimento ritenuto indispensabile e nutriente, anche all'interno dello storico manicomio della città, svolgendo un'importante opera sociale.

Il mestiere del lattaio, svolto con orgoglio e dedizione, è stato per molti anni nel dna della famiglia Grillo, che nel 1901 ha fondato la prima azienda di zootecnia.

Proprio Lorenzo è il superstite di quell'antico mestiere svolto fino al 1974, anno in cui ci fu un epocale cambiamento, lui ed altri lattai furono assorbiti dalla Centrale del Latte di Rieti che garantiva maggior sicurezza ed igiene, mantenendo inalterata la qualità del latte.

Fiero del lavoro fatto con lo zio, oggi l'allevatore ricorda con gioia il periodo in cui faceva il lattaio nonostante le levatacce, la fatica e il sacrificio richiesto. Ricorda la prima volta in cui venne Angelo Giuli, trasportatore della Centrale, a bordo di un' APE per la raccolta del latte.

“ Sembrava così strano inizialmente lasciare il nostro latte ad altri, dopo averlo portato per decenni in tante case, ma i tempi erano maturi per un cambiamento – evidenzia Grillo e il mestiere del lattaio in bicicletta che incuriosiva i bambini, era finito proprio con lui.

Dalle parole di Lorenzo emerge una società diversa, più povera, ma più onesta.

Il lattaio riforniva le famiglie di latte anche per un intero mese, sicuro poi del pagamento ed i consumatori lasciavano le bottiglie fuori dalla porta, certi che nessuno le avrebbe rubate.

Un piccolo mondo antico che non c'è più.

Rimane oggi il rispetto per un alimento nobile come il latte depositario di tante storie e leggende.

Si dice che il pane e il latte abbiamo il sapore del mattino del mondo.